Premessa

È attivo da ottobre 2009 presso l'Azienda Ospedaliera "G. Salvini" di Garbagnate Milanese un gruppo clinico e di ricerca con pazienti che soffrono di una patologia cronica renale. La particolarità di questa malattia fa sì che essi debbano sottoporsi ad un regime terapeutico rigido e costante, che implica tre sedute settimanali di dialisi o l’assunzione di farmaci e ripetuti controlli diagnostici per i pazienti che hanno avuto un trapianto. Perché annoverare la patologia cronica tra i malesseri contemporanei della clinica Jonas? Questo è possibile a partire dalla considerazione che oggi la medicina prolunga la vita, nel caso dei pazienti in dialisi o trapiantati anche di molti anni, costringendo però i pazienti in una posizione nuova, impensabile fino a vent’anni fa, di assoggettamento al discorso medico che ha degli effetti che, se non elaborati, possono generare sintomi. Scrive Jean-Luc Nancy, a proposito della sua esperienza di trapianto: “Meno di vent’anni prima non si facevano trapianti (…). Fra vent’anni certamente vi saranno altri tipi di trapianto, con altri mezzi. Una contingenza personale si incrocia così con una contingenza della storia delle tecniche. Prima, sarei morto, dopo, sarei sopravvissuto in altro modo. Ma l’«io» si trova sempre rinchiuso in uno stretto spazio fra possibilità tecniche”[1].

Obiettivi e metodologia d'intervento

Il progetto che presentiamo consiste nella costituzione di gruppi di persone che abbiano a che fare col trapianto, ribadendo i vantaggi di un lavoro sul soggetto in termini di una maggiore consapevolezza che determina una migliore risposta all’intervento.

La novità che presentiamo è quella di fare gruppi di pre- e post-trapiantati insieme, in questo modo il gruppo diviene anche una risorsa di sapere. I partecipanti al gruppo andranno accuratamente scelti attraverso dei colloqui preliminari. Portiamo l'orientamento psicoanalitico in questi gruppi, permettendo a ciascun trapiantato di dispiegare la propria storia e la propria identità, facendo del ‘trapiantato’ un significante di partenza dal quale far emergere la storia e la particolarità del soggetto, oltre che una soggettivazione della malattia e dell'intervento.


Conduce questo progetto:

  • Laura Porta, psicoanalista, ALI di psicoanalisi, Jonas Milano.


Comitato scientifico
:

  • Aldo Becce, psicoanalista, ALI di psicoanalisi, Jonas Trieste.
  • Silvia Grases, psicoanalista, Associació Catalana de l'Hemofília (ACH), Barcellona.
  • Mauro Milanaccio, psicologo, ALI di psicoanalisi, Jonas Trento.

[1] Jean-Luc Nancy, L’intruso, ed. Cronopio, Napoli, 2006. Pp. 13-14.

Jonas Monza Brianza

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Monza (MB)
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Orari di apertura Segreteria
Lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì 10:00-18:00
Martedì 10:00-12:00

Responsabile:

  • Roberta Celi
    psicologa