Area di intervento
Prevenzione/adolescenza
Destinatari
Studenti delle scuole secondarie superioriLuoghi di attuazione
Istituti scolastici secondari superiori di Milano e provinciaDurata
Da 1 a 3 incontri per classe durante l’anno
Enti coinvolti
Istituti scolastici secondari superiori
Con il patrocinio di
Provincia di Milano
Con il contributo di
Provincia di Milano e/o Istituto stesso
Abstract
I progetti di prevenzione che proponiamo alle scuole si articolano lungo un range che va da uno a tre incontri di due ore ciascuno per classe, a seconda del tipo di intervento e delle capacità economiche della scuola.
Per prima cosa vengono fatte le presentazioni. Dopo essersi accertati che la classe sia a conoscenza del motivo per cui siamo lì, lo psicologo, ed eventualmente il tirocinante, si presentano. Si racconta quindi di Jonas, di Dedalus, della balena e di Joyce e del perché questi nomi hanno a nostro avviso un rapporto con il disagio psichico contemporaneo. Quindi i ragazzi vengono invitati a presentarsi a loro volta, sollecitando la presa di parola individuale, senza seguire un ordine preciso come quello alfabetico o la disposizione dei banchi. Questo tempo si rivela importante per due aspetti: innanzitutto dà modo di studiare l’atteggiamento dei ragazzi rispetto alla parola e di valutare quindi eventuali difficoltà come ad esempio l’imbarazzo o l’eccessiva confusione; in secondo luogo permette di “scaldare l’atmosfera”, attenuando eventuali tensioni mediante un compromesso con il piano immaginario. Prima di entrare nel vivo del lavoro si spiega ai ragazzi come verranno gestiti gli incontri e si spiega loro che l’incontro non è una lezione, che anzi, saranno soprattutto loro a parlare, ma per far questo bisogna seguire alcune “regole del gioco” che vengono esposte. Primo, ognuno dica quello che pensa senza timore che sia giusto o sbagliato. Secondo, si parla per sé, non per gli altri. Terzo, chi non vuole partecipare è libero di farlo, basta che non disturbi. A questo punto si dà avvio alla discussione. Se le condizioni lo permettono, i ragazzi vengono messi in cerchio. Nel caso gli incontri siano più di uno, la modalità di lavoro si sublima da un piano propriamente di parola ad uno di ordine creativo, estendendo le riflessioni e il tipo lavoro svolto con il progetto “Alimentare il desiderio” a tutti i progetti in oggetto. L’obiettivo dei progetti è quello di stimolare la soggettività all’interno del legame con l’Altro.
Responsabile
Dott. Francesco Vandoni
