15 Luglio 2008
L’obiettivo del progetto è quello di offrire uno spazio di parola a giovani (minori e infraventunenni) che abbiano commesso reati, e alle loro famiglie, per consentire la soggettivazione del reato e delle sue cause e conseguenze, prevenire le recidive e aiutare i soggetti a incanalare in modo diverso le proprie energie creative, tenendo conto delle particolarità e della storia di ciascuno, senza fare ricorso a modelli standard ma puntando al risveglio delle risorse soggettive.
Nel contempo il percorso proposto ai genitori permette di fare luce sulle dinamiche e problematiche che si svolgono all'interno della loro famiglia in modo inconsapevole per tutti i suoi membri; e consente di capire meglio le ragioni del figlio, promuovendo la sua accoglienza, non più rigettato come estraneo e delinquente ma percepito come soggetto sofferente e in difficoltà che ha bisogno di aiuto e di sostegno.Il progetto, di rilevanza regionale, viene svolto in collaborazione con l'Ufficio del Servizio Sociale per i Minorenni di Trieste (Ministero della Giustizia)e gode di un finanziamento regionale attivato per l'anno 2009 e già rinnovato per il 2010.