Area di intervento
Prevenzione/adolescenza
Destinatari
- destinatari diretti: ragazzi delle scuole medie inferiori
- destinatari indiretti: insegnanti e genitori
Luoghi di attuazione
- Istituto comprensivo Statale “A. Briosco”, Padova
- Scuola Statale Secondaria di Primo Grado “L. Pierobon”, Cittadella (Pd)
Durata
- febbraio 2010 – maggio 2010
- dicembre 2010 – febbraio 2011
Abstract
Il progetto “La Rete di Icaro” è stato pensato per creare un’occasione di incontro e di confronto fra adulti e ragazzi, con l’obiettivo generale di un accoglimento e di un ascolto del disagio preadolescenziale e adolescenziale.
Icaro è la figura per eccellenza che rappresenta l’adolescente contemporaneo, che spesso – con le sue ali di cera – si muove tra sfida, rischio, tristezza e trasgressione. La Rete rimanda all’idea che un adolescente per crescere bene, così come un adulto per vivere bene, necessita di una rete di relazioni che possano accompagnarlo nel riconoscimento del proprio desiderio e dei limiti necessari per sostenerlo. Per questo motivo, il progetto prevede non solo interventi diretti ai ragazzi ma anche interventi diretti alle istituzioni impegnate nel discorso educativo (famiglia e scuola).
Nelle classi coinvolte abbiamo proposto una serie di incontri caratterizzati dall’utilizzo di un approccio esperienziale con metodiche di attivazione e di lavoro in gruppi, che sollecitano e favoriscono il coinvolgimento e la partecipazione degli studenti partendo dalle loro difficoltà e dalle loro risorse. L’intento è stato quello di partire dalla curiosità dei ragazzi, in modo tale che gli attori del progetto fossero loro stessi.
Gli obiettivi di un intervento di questo tipo riguardano: la possibilità, per i ragazzi, di fare esperienza di riconoscimento e di rispetto delle differenze, sia generazionali che individuali; il poter dare parola a pensieri e vissuti che talvolta sentono come confusi; favorire l’elaborazione di una “nuova cultura adolescenziale” aperta a riconoscere i significati dei propri comportamenti, in particolare quelli legati alle cosiddette situazioni ‘a rischio’.
Responsabile
Dott.ssa Anna Zanon