L'omogeneo e il suo rovescio
Per una clinica psicoanalitica del piccolo gruppo monosintomatico
A partire dai primi anni Novanta in Italia si è sviluppata con particolare forza l'applicazione della psicoanalisi al piccolo gruppo cosiddetto monosintomatico o omogeneo, caratterizzato dalla presenza di soggetti che condividono la stessa sofferenza sintomatica. In questo contesto l'autore si è trovato impegnato in prima linea nella pratica con i piccoli gruppi monosintomatici anoressico-bulimici a conduzione analitica.
Il libro distilla questa esperienza di psicoanalisi applicata alla terapeutica. Il suo taglio è teorico e clinico. Teoricamente viene messa a punto una concezione del lavoro psicoanalitico col piccolo gruppo che si orienta a partire dall'insegnamento di Lacan. Clinicamente il riferimento maggiore è al piccolo gruppo anoressico-bulimico e al suo trattamento. L'autore ordina gli insegnamenti ricevuti dalla sua pratica in un modello teorico originale.
L'omogeneo e il suo rovescio indica sinteticamente la strategia della cura: consentire che la particolarità soggettiva, dispersa anonimamente in un' identificazione alienata ad un tratto comune, possa emergere nella sua singolarità più propria. Un ampio preliminare inquadra l'esperienza clinica dei piccoli gruppi monosintomatici nella cornice più generale della clinica contemporanea, della sue nuove declinazioni sintomatiche e delle sue implicazioni etiche e storico-politiche.
Indice
- Introduzione, Massimo Recalcati
- Parte I - La segregazione e l'intruso
Una questione preliminare alla clinica della monosintomaticità
Linee per una clinica della monosintomaticità
La misura della felicità e "l'effetto soggetto" - Parte II - Il piccolo gruppo monosintomatico anoressico-bulimico
Le operazione della cura: dall'omogeneità all'estrazione del soggetto
La fondazione del piccolo gruppo anoressico-bulimico: identificazione, pulsione e angoscia
Le uscite dai gruppi anoressico-bulimici - Parte III - Trasformazioni nella cura
"Comunanza", "Risonanza", "Sostegno simbolico" e "più di vita"
Il principio del perturbante
Gruppo e trauma
"Il gruppo delle donne" - Appendice
Senza rete: breve storia di una grande avventura clinica, Uberto Zuccardi Merli
Il principio di elaborazione sostenuta in un piccolo gruppo, Mariela Castrillejo
Un'esperienza di lavoro in gruppo monosintomatico con bambini, Andrea Cuccagna
Jonas: un nuovo progetto, Massimo Recalcati
Introduzione di Massimo Recalcati
Questo libro nasce da un'esperienza importantissima per la mia vita di psicoanalista. Nasce dall'incontro con il piccolo gruppo monosintomatico-bulimico. Si trattò inizialmente, come spesso accade, di un incontro imprevisto: l'incontro con un'istituzione che si occupava specificatamente del trattamento dell'anoressia-bulinia attraverso lo strumento del piccolo gruppo monosintomatico. [...]Questo è un libro intorno ai gruppi monosintomatici ad orientamento analitico, con particolare riferimento ai gruppi anoressico-bulimici. Più in generale, esso propone una riflessione intorno ad un carattere attuale della clinica psicoanalitica com'è quello della cosiddetta monosintomaticità, ovvero della tendenza sociale a fare del sintomo una sorta di insegna identificatoria che raggruppa soggetti simili, uniti, appunto, da un tratto comune.
L'omogeneità che istituisce il legame tra soggetti è a fondamento del piccolo gruppo monosintomatico. La sua natura è immaginaria. L'operazione analitica non consiste nel rafforzare questo sodalizio segregativo tra simili, ma nel tener conto della sua esistenza sociale per provare a realizzare una torsione al fine di porre in risalto il suo rovescio: la particolarità irriducibile della soggettività.
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