Divertiti! Imperativo presente

Psicoanalisi, abuso di sostanze e "discorso del capitalista"

a cura di Francesco Giglio

L'imperativo che orienta il programma della Civiltà è un imperativo di godimento. A partire da questo assunto teorico questo libro interroga una delle forme più diffuse del godimento contemporaneo: quello legato all'abuso di sostanze.

Una nuova forma di schiavitù sembra emergere, che no ha più i connotati del passato. Nell'attualità, come ricordava Pasolini, il potere non esige più sudditi passivi ma consumatori attivi.

Esponendo la cifra più pura dell'attività di consumo, il soggetto abusa di sostanze tossiche, si isola autisticamente nel suo godimento staccandosi dal circuito dello scambio simbolico con l'Altro


Indice

L'imperativo che orienta il programma della Civiltà è un imperativo di godimento. A partire da questo assunto teorico questo libro interroga una delle forme più diffuse del godimento contemporaneo: quello legato all'abuso di sostanze.

Una nuova forma di schiavitù sembra emergere, che no ha più i connotati del passato. Nell'attualità, come ricordava Pasolini, il potere non esige più sudditi passivi ma consumatori attivi.

Esponendo la cifra più pura dell'attività di consumo, il soggetto abusa di sostanze tossiche, si isola autisticamente nel suo godimento staccandosi dal circuito dello scambio simbolico con l'Altro


Introduzione

L'incontro fra psicoanalisti ad orientamento lacaniano ed altri indirizzi psicoanalitici, terapeutici e scientifici, che da punti di vista differenti si occupano dello studio e della cura delle tossicodipendenze, si rivela a volte particolarmente fertile. Questo libro è, appunto, il risultato tangibile di un comune tempo per comprendere, esito di un confronto fra prospettive ed esperienze dissimili voluto e sostenuto dall'associazione Jonas. I diversi contributi al testo affondano le loro radici sia in esperienze provenienti dagli ambiti pubblici, sia in pratiche e conoscenze sviluppatesi nei territori del privato e del privato sociale. Nasce, così, un volume a più voci, capace di contribuire ai versanti biologico, psicologico e sociale, vale a dire alle tre aree che classicamente caratterizzano la dipendenza da prodotti tossici nella definizione condivisa più tradizionale (quella proposta dall'OMS che designa, appunto, la tossicodipendenza come una "malattia" bio-psico-sociale, cronica, ad andamento recidivante). Il risultato testimonia dell'importanza e della necessità, sempre attuale, di momenti polifonici di reciproca fecondazione fra operatori e ricercatori che, da varie angolazioni, si occupano di una forma patologica così specifica, difficile e peculiare, come quella che esita dall'abuso di sostanze tossiche.

Decenni di proliferazione dell'abuso di alcol e di droghe "vecchie" e "nuove", il cui impiego si dimostra in continua ed esponenziale ascesa nel nostro paese, così come nel mondo, fra segmenti sempre più vasti e differenziati della popolazione, provano che in questo ambito la soluzione definitiva ed universalmente valida al problema della diffusione delle sostanze psicoattive non esiste. Siamo al cospetto, infatti, di forme patologiche caratterizzate dallo scacco terapeutico e dalla ricaduta nell'abuso di soggetti spesso già trattati, curati e qualche volta puniti più e più volte. Le numerose ricette semplicistiche, sempre innovative, entusiastiche ed attualissime, capaci ogni volta di proporre soluzioni che passano attraverso questo o quell'innovativo metodo farmacologico, sociale o psicoterapico, non smettono di mostrare i loro evidenti limiti e, al tempo stesso, la complessità della questione. Esse puntualmente, nei convegni per addetti ai lavori, decantano risultati eccezionali e successi terapeutici straordinari, per poi sciogliersi come neve al sole alla prova dei fatti, che continuano invece ad indicare profili statistici di patologie sulle quali i dati nazionali e quelli esteri, in pieno accordo transculturale, evidenziano percentuali di insuccesso particolarmente elevate.