Forme contemporanee del totalitarismo

a cura di Massimo Recalcati

Bollati Boringhieri

Questo volume raccoglie i lavori del Convegno Jonas Onlus,"Forme contemporanee del totalitarismo" , tenutosi a Milano l'8 ottobre 2005 .

L'ideologia del terrore ha caratterizzzato la formazione tragica dei sistemi totalitari nel corso del Novecento. La follia rigeneratrice per la costruzione dell'uomo nuovo, per il trionfo delle leggi della storia o della natura, ha animato una dimensione ferocemente spietata del potere. Questo libro tiene conto di quella vicenda, ma si concentra sulla possibile esistenza di una nuova versione del totalitarismo, o meglio, della tendenza totalitaria che attraversa le società cosiddette democratico-liberali. quali forme assume l'attuale totalitarismo post-ideologico? Si tratta di un totalitarismo senza un centro identificato ma socialmente diffuso, intrecciato alla potenza del mercato globalizzato e allo scientismo tecnologico, con le sue pretese di misurazione e di controllo dell'esistenza.
Un totalitarismo che, pur in un contesto storico politico profondamente diverso, conserva il nocciolo della versione originaria, ovvero l'incidenza del potere,nella sua varainte biotecnologica, sulle condizioni di possibilità della vita stessa.

Indice

  • Introduzione, Massimo Recalcati, Totalitarismo postideologico
  • Parte I - Comunità e totalitarismo
    Simona Forti, Il Grande Corpo della totalità. Immagini e concetti per pensare il totalitarismo
    Rocco Ronchi, Parlare in neolingua. Come si fabbrica una lingua totalitaria
    Massimo Recalcati, L’eclissi del desiderio
  • Parte II - Figure contemporanee del potere
    Davide Tarizzo, Applauso. L’impero dell’assenso
    Franco Romanò, Il potere come enigma e il riso degli amanti
    Giovanni Bottiroli, Non sorvegliati e impuniti.Sulla funzione sociale dell'indisciplina
    Lorenzo Bernini, Il dispositivo totalitario
    Francesca Salvarezza, Totalitarismo, immagine e immaginazione
    Matteo Vegetti, Il politico dopo lo Stato
  • Parte III - Legami totalitari
    Adriano Voltolin, Forme attuali della “pulsione gregaria”
    Mercedes de Francisco, Totalitarismo ed esistenza
    Marco Focchi, La totalizzazione della salute e l’imperialismo del positivo
    Giovanni Mierolo, Il totalitarismo delle istituzioni moderne
    Ambrogio Cozzi, Ripensare il totalitarismo oggi
    Fabio Galimberti, La macchina della rimozione
    Franco Lolli, Degradazione autoritaria nel maneggiamento del transfert

Introduzione di Massimo Recalcati

Mentre l'Ideale ideologico costituiva, come ha mostrato lucidamente Hannah Arendt, il fondamento ultimo dei regimi totalitari storicamente determinati- in quanto l'ideologia  esprimeva la spinta alla realizzazione integrale dell'idea, "in modo tale che ogni cosa che accade, accade secondo la logica propira di un'idea"-, le forme contemporanee dei totalitarismi postideologicici, o, se si preferisce, la tendenza totalitaria immanente ai regimi liberal-democratici nell'epoca dell'affermazione incontrastata del discorso del capitalista, si manifestano a partire da una spinta alla riduzione disincarnata di ogni Ideologia.         

Se l'idealismo infatuato che animava le forme storiche dei regimi totalitari consisteva nel piegare la contingenza particolare alla logica fatale di una Necessità Universale - della Storia o della Natura -, ora le forme contemporanee del totalitarismo postideologico sembrano qualificarsi dal rigetto cinico di ogni rifeimento verticale all'ideale.

Non Il legame totalitario come legame retto da un'ipnosi verticale centrata sulla figura del padre totemico - impersonificato dallo sguardo carismatico dei Führer - e contrassegnato da una fusione identificatoria conformista "a massa", ha lasciato in Occidente il posto a una sorta di rovesciamento delle ipnosi. Anziché porre il fondamento del potere nell'Ideale ideologico e nella seduzione mortifera delle masse, le nuove incarnazioni del totalitarismo si incardinano nell'oggetto di godimento svincolato da ogni legame con l'Ideale. Si tratta di quella nuova forma di potere dell'oggetto che orienta la globalizzazione dei mercati e la stessa riduzione del soggetto alle pratiche di manipolazione tecnico-scientifica più sofisticate

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Questo libro discute variamente la tesi dell'esistenza di una tendenza totalitaria immanente alle società cosiddette democratico-liberali, dunque della presenza di un totalitarismo postideologico nelle società a capitalismo avanzato. Le sue fenomenologie sono molteplici, ma il suo principio di fondo trae forza dall'esigenza di rovesciare l'Universale ideologico nel nome di un nuovo culto per il potere delle cose nella loro oggettività scorticata  da ogni involucro ideologico.

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