Percorsi minori dell'intelligenza

Saggio di clinica psicoanalitica dell'insufficienza mentale

di Franco Lolli

Franco Angeli

l libro sviluppa la tesi - fondata su anni di osservazione e di intervento clinico nel campo della cura della disabilità intellettiva - che suppone l'esistenza di uno specifico funzionamento mentale in azione nel soggetto ritardato, funzionamento che caratterizza il suo rapporto con la realtà, con il linguaggio e con l'Altro.

In questa prospettiva, l'insufficienza mentale non può essere semplicemente descritta "in negativo" - come "assenza" o "carenza di" - rispetto al modello che fissa lo standard di prestazioni in ambito cognitivo e comportamentale, ma rappresenta, al contrario, una modalità peculiare di organizzazione del pensiero attraverso la quale il soggetto risponde a circostanze della propria storia personale, consolidando potenzialità e risorse che vanno ben oltre la definizione di tipo deficitario a cui vengono frequentemente e superficialmente ridotte.

Il tentativo, pertanto, è quello di individuare e precisare la logica che sottende e sostiene le diverse manifestazioni esistenziali della persona disabile, allo scopo di superare il livello puramente descrittivo e classificatorio; lo sforzo teorico di riflessione sui dati rilevati nel corso del tempo si prefigge, in definitiva, di stimolare, in chi si occupa di persone ritardate, la sensibilità e l'attenzione a saper cogliere il particolare soggettivo, il dettaglio irripetibile, il tratto distintivo di uno psichismo tutt'altro che "insufficiente".


Indice

  • Introduzione
  • Cap. I - L'insufficienza mentale
  • Cap. II - L'avvento del soggetto
  • Cap. III - La logica del significante nell'insufficienza mentale
  • Cap. IV - Il rapporto con l'oggetto
  • Cap. V - Insufficienza mentale e inconscio
  • Cap. VI - Il sapere nell'insufficienza mentale
  • Cap. VII - La problematica del corpo
  • Cap. VIII- Il trattamento del panico

Presentazione

Questo libro nasce grazie alla spinta incalzante di un desiderio che mi ha accompagnato sin dai primi anni di lavoro con persone affette da insufficienza mentale e che si è trasformato nel tempo in una necessità implacabile di fare chiarezza su questioni che si imponevano nella mia pratica come enigmatiche e incomprensibili. L'incontro con la psicoanalisi ha permesso ad alcune di esse di evolversi, ad altre di definirsi in maniera più precisa, ad altre di porsi con ancor maggior forza.

Il lettore è avvertito: nel libro, gli interrogativi si alternano a precisazioni teoriche e tentativi di chiarificazione e di messa in logica delle difficoltà della clinica, in un ritmo che non è quello della puntuale corrispondenza tra una domanda la sua risposta.

Dunque, non un manuale ma una sorta di diario clinico, di raccolta di osservazioni e di riflessioni corredate, di volta in volta, da riferimenti alla teoria ritenuti capaci di illuminare o di problematicizzare ulteriormente quanto la pratica clinica evidenzia. In un campo come quello dell'handicap, esposto sempre più al rischio di applicazioni e metodi e programmi riabilitativi disarticolati rispetto ad una costruzione concettuale di riferimento, ho considerato necessario connettere la complessità della clinica ad un sistema teorico collaudato come quello psicoanalitico; questo spiega il frequente ricorso alla presentazione del lavoro di Sigmund Freud e di Jacques Lacan, sul quale mi è sembrato opportuno fondare la riflessione critica e l'interpretazione del fenomeno della disabilità mentale.

Il libro ruota intorno alla volontà di infrangere il pregiudizio che considera la persona costretta a vivere in una condizione di minorazione delle proprie facoltà intellettive come sprofondata in una sorta di umanità non pienamente compiuta, fuori, cioè, dalla dimensione del desiderio e delle sue potenzialità di caratterizzare e di orientare il destino dell'essere umano. In questo senso, ho cercato di mettere in primo piano la pertinenza di un concetto di riabilitazione del disabile psichico che affermi la necessità della restituzione di una dignità per troppo tempo negata, di una presa d'atto del suo statuto di soggetto - dotato, cioè di un inconscio e di una volontà che non può essere ridotta al livello delle sue prestazioni cognitive - di una considerazione attenta alla drammaticità della sua esistenza sempre sospesa sul margine di una voragine terrificante che rischia di inghiottirlo e che lo costringe a rimbalzare da un bordo all'altro dell'esperienza.