Il cuore è una casa con molte stanze

di Mariangela Mazzoni

Articolo apparso su RadioMamma.it

Se un nuovo bambino fa capolino in un nido già abitato non sono poche le questioni che mamma e papà dovranno affrontare.

Prima di tutto, fare i conti con le proprie paure e vissuti: “ Potrò amarlo quanto amo Matteo, dargli lo stesso affetto e attenzione?”. Alle volte questa domanda, che accompagna sia il desiderio del secondo figlio sia - in alcuni casi - la sua gestazione, assilla il genitore. Più spesso tale quesito sorge nella mamma, ma anche il papà non vi è immune! Che posto occuperà questo nuovo bambino presso il proprio cuore, il proprio desiderio?

Non è facile rispondere a tali interrogativi che, il più delle volte, sono intrisi dei rispettivi trascorsi e vissuti in qualità di figli, fratelli o sorelle, delle esperienze che hanno caratterizzato la vita di ognuno e di come si sia saputo superare il “ perdere un pochino di attenzione da parte dei propri genitori”.

Condividere l’oggetto d’amore è la prima frustrazione che tutti devono affrontare e le reazioni ad essa sono tante e particolarissime. Non dimentichiamo, infatti, che anche il figlio unico (o colui che diventerà poi il “primo”) la sperimenta nella “condivisione”: a scuola, al parco, con gli altri cuginetti o amici. Chi non ricorda di aver dovuto spiegare almeno una volta al proprio figlio - ancor prima di avere fratellini - che al giardinetto la palla o l’altalena si condividono con gli altri bambini, che: si aspetta, si sta in fila, si passa.

L’esperienza di vivere il sociale, il gruppo, si fa sin da piccolissimi e sono i genitori per primi che introducono a questa difficile, ma necessaria, scoperta.

D’altra parte, per rispondere alla domanda precedentemente posta, ogni figlio sarà differente, non ci sarà mai un Davide simile a Matteo. Non nascerà mai una Giulia come Daniela o un Filippo come Chiara. Ogni bimbo occupa nella coppia un posto, nonché un tempo, differenti. Ogni bambino è diverso dall’altro. Ogni stanza del nostro desiderio che il primo, il secondo o il terzo figlio abiterà sarà inevitabilmente colorata in tinte differenti, anche se della stessa grandezza.

Gianburrasca e il bambino iperattivo - parte II

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